L’ammanco nei bilanci nell’associazione che gestiva la pensione integrativa dei pompieri Cinquanta i truffati.

Quasi mezzo milione di euro è sparito dalle casse dell’associazione di mutuo soccorso dei vigili del fuoco di Palermo. Esattamente 463.500 euro di contributi mensili volontari che decine di vigili del fuoco hanno corrisposto per anni all’associazione con la garanzia della restituzione del capitale versato al momento della pensione o in caso di infortunio o di morte. E per la procura di Palermo il responsabile dell’appropriazione indebita aggravata è il cassiere dell’associazione Pietro Luca, palermitano, anche lui vigile del fuoco, classe 1956, imputato per lo stesso reato in tre distinti processi al tribunale monocratico di Palermo.

Secondo quanto hanno ricostruito i tre sostituti procuratori Claudia Ferrari, Salvatore Leopardi e Giuseppina Motisi, il cassiere dell’associazione dal 2004 al 2011 avrebbe prelevato dai conti correnti la somma di 463.500 euro.

Ad accorgersi della situazione sono stati una cinquantina di associati che nel 2013 non sono riusciti ad ottenere la restituzione del capitale versato e hanno presentato in tribunale altrettante querele. Ventisette di loro sono assistiti dagli avvocati Dario Falzone e Michela Pusateri nel processo cominciato il 20 marzo alla quinta sezione penale del tribunale.

Le indagini, affidate agli agenti della polizia giudiziaria del tribunale, hanno accertato che nelle casse dell’associazione non c’erano più soldi da mesi. Parallelamente alle indagini della polizia giudiziaria, anche i vertici dell’associazione avviano un’indagine interna e nominano un perito per revisionare i conti dell’associazione. La situazione è talmente grave che si arriva alla messa in liquidazione nel 2014. Nella perizia conclusiva il revisore dei conti Gianfranco Gulotta dichiara “di aver notato, dall’esame dei bilanci, una notevole e immotivata discrepanza fra i saldi di chiusura di fine anno e quelli di apertura dell’anno successivo relativi al periodo 2004- 2011 che portano ad un ammanco complessivo di 463.500 euro”. Tant’è che l’associazione di mutuo soccorso dei vigili del fuoco di Palermo viene messa in liquidazione nel 2014.

L’imputato, difeso dall’avvocato Marcello Montalbano, agli inquirenti ha negato ogni addebito sostenendo che la grave situazione finanziaria dell’associazione era dovuta ai molti associati morosi che da tempo non versavano più la quota mensile e dai molti prestiti erogati e non rimborsati dai soci. Ma per il perito revisore dei conti l’ammanco di 463 mila euro è al netto delle morosità delle quote e delle sofferenze da prestiti.

L’associazione creata nel 1976 dai vigili del fuoco di Palermo era nata con lo scopo di essere una sorta di previdenza complementare e per aiutare gli associati in difficoltà economica con sussidi per le cure mediche. Ma soprattutto lo statuto prevedeva che ogni associato ricevesse al raggiungimento della pensione l’intero capitale versato, maggiorato del 75 per cento. Un investimento allettante a cui decine di vigili del fuoco hanno aderito negli anni, ma che nel 2013 si è rivelato una beffa.

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Francesco Patanè

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