PALERMO – Le condotte furono “animose”. L’obiettivo, però, non era generare ansia nell’ex compagna, semmai “cercare di riallacciare il rapporto con la prole”. Ecco perché il giudice ha assolto un uomo dello Sri Lanka dall’accusa di atti persecutori.

dell’assoluzione dell’imputato, difeso dall’avvocato Dario Falzone, si ricorda che “gli atti persecutori (per essere valutati come tali, ndr) devono presentarsi quali fini a se stessi, futili o quantomeno pretestuosi”. Non deve esserci “altra connessione o mira da parte dell’agente”. La donna, insomma, non “ha assunto le vesti della preda, evocate dalla fattispecie delittuosa”.

L’uomo di 45 anni rispondeva anche di minaccia (“Ti taglio la gola”, avrebbe detto alla donna) e tentativo di violazione di domicilio. Nel primo caso è arrivato il proscioglimento perché la parte offesa non ha presentato querela. Nel secondo caso c’è la non punibilità per la particolare tenuità del fatto.

https://livesicilia.it/2019/07/17/la-compagna-non-era-la-sua-preda-atti-persecutori-imputato-assolto/

Translate »