Il 17 dicembre del 2012 nella strada vennero giù due palazzine e, nonostante le crepe nei muri, nessuno fino a quel momento avrebbe sospettato che la stabilità degli immobili fosse a rischio. Inflitti 3 anni per omicidio e disastro colposi a 4 tra proprietari e usufruttuari di porzioni degli edifici che dovranno anche risarcire le 34 parti civili.
A quasi 12 anni dal crollo di due palazzine in via Bagolino che provocò la morte di quattro persone, arriva la sentenza di primo grado – emessa stasera dal giudice della quarta sezione del tribunale monocratico, Sergio Ziino – e la condanna di quattro imputati, proprietari o usufruttuari di porzioni dell’edificio che la sera del 17 dicembre del 2012 cadde per primo, travolgendo l’altro immobile.
Nello specifico, sono stati inflitti 3 anni ciascuno ad Antonino Fricano, Rosa Calvaruso, Maria Giovanna Costanza e Maria Rosa Tuccio, che rispondono tutti di omicidio e disastro colposi. Il giudice ha anche disposto che gli imputati paghino i danni alle 34 parti civili – parenti delle vittime, ma anche persone che in seguito al crollo persero la casa e furono sgomberate – riconoscendo una provvisionale di 15 mila euro a testa per 12 di loro, per un totale di 180 mila euro. Il giudice ha inoltre respinto le istanze di risarcimento formulate a carico del Comune, citato come responsabile civile.
A perdere la vita sotto le macerie dei due palazzi furono Ignazio Accardi, un pensionato dei Cantieri navali di 82 anni, la moglie, Maria La Mattina, di 80, Antonino Cinà, fattorino del bar Alba di Mondello che all’epoca aveva 54 anni, ed una sua zia, Elena Trapani, di 74 anni. I loro famigliari, così come alcuni ex residenti di via Bagolino, si sono costituiti parte civile nel processo con l’assistenza, tra gli altri, degli avvocati Michele Calantropo, Rosario Vento, Teresa Re, Velio Sprio, Davide Gaudesi, Michelangelo Zito, Dario Falzone e Luca Bonanno.
L’inchiesta coordinata dagli allora sostituti procuratori Ennio Petrigni e Marzia Sabella, oggi entrambi aggiunti, fu particolarmente complessa e il rinvio a giudizio per gli imputati fu disposto il 24 giugno del 2015 dal giudice Lorenzo Matassa. La prima udienza del processo fu fissata per il novembre dello stesso anno. La sentenza di primo grado, come detto, arriva oggi a quasi 11 anni dai fatti.
Secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero stati alcuni lavori e modifiche eseguite anche abusivamente all’interno dei due palazzi ha provocarne lentamente – diverse erano state le crepe comparse sui muri, ma di cui nessuno si sarebbe realmente preoccupato – il cedimento. In base a varie perizie, i pm hanno stabilito che il primo palazzo sarebbe franato sul corpo basso e si sarebbe poi tirato dietro il secondo edificio. Nonostante i segni che questi movimenti avrebbero determinato, la sera del crollo soltanto un inquilino capì cosa stava per succedere e chiamò i vigili del fuoco. Le squadre lavorarono per ore dopo il crollo, sgomberando decine di persone, ma le quattro vittime non ebbero scampo.
Sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, i due edifici erano stati costruiti negli anni Quaranta ed avrebbero avuto all’epoca soltanto due piani. Successivamente si sarebbero aggiunti un terzo piano e una veranda su entrambi i palazzi ed in modo del tutto abusivo. I proprietari del secondo piano della prima palazzina – come era emerso dalle indagini – avrebbero fatto poi costruire un piano superiore negli anni Sessanta, chiedendo poi una sanatoria nel 1986. La veranda sarebbe stata realizzata intorno al 2009, ma in precedenza sarebbero stati compiuti dei lavori di ristrutturazione al secondo piano, durante i quali sarebbero state abbattute porzioni di muri portanti. Una serie di interventi selvaggi che alla lunga – come ha riconosciuto adesso anche il giudice – avevano minato pesantemente la stabilità dei due immobili, anche se fino al crollo del 17 dicembre del 2012 nessuno se ne sarebbe accorto o preoccupato.
https://amp.palermotoday.it/cronaca/crollo-via-bagolino-morti-condanne-sentenza.html

Via del Bagolino a Palermo
Avvocato Dario Falzone

Commenti recenti