Il volume alto scatenò la reazione di un uomo. Già giudicato, era di nuovo sotto accusa per errore.

PALERMO – Il fatto era sì grave, ma processare un imputato due volte per lo stesso reato è impossibile. È singolare la vicenda giudiziaria di Gaetano Palumbo, 34 anni. Nel 2014 aveva patteggiato una condanna per avere preso a pugni un vicino di casa. Il fattaccio era avvenuto tre anni prima a Bagheria.

Pugni pesanti visto che Palumbo fa il pugile. A scatenare la reazione dell’imputato il fastidio per il volume eccessivo dello stereo. La vittima, appassionato di tuning, dopo avere piazzato in auto un impianto che pompava watt, aveva deciso di testarne la potenza nel cortile del palazzo. E così Palumbo scese di casa e colpì il vicino al volto. Risultato: trauma cranico e frattura del naso con una prognosi di trenta giorni.

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