PALERMO – Le palme attaccate dal punteruolo rosso non potevano essere considerati rifiuti pericolosi e in ogni caso non fu colpa degli imputati se si accumularono in un terreno in via della Concordia.

Ad otto anni dall’accertamento diventa definitiva l’assoluzione dei due imputati. Sotto processo c’erano il proprietario del terreno, Francesco La Rocca, e l’imprenditore Giuseppe Palazzo, il difensore l’avvocato Dario Falzone.

Nel settembre 2011 quando la polizia ambientale accertò che in fondo Alfano, alla fine di via della Concordia erano stati accatastati 150 metri cubi di palme. C’erano anche carcasse di macchine e materiale edile dismesso.

Erano l’anno dell’emergenza punteruolo rosso che decimò le piante della città. Il Comune aveva affidato il compito di tagliare e smaltire le piante alla Gesip. La società che si occupava della pulizia delle strade e della manutenzione dei cimiteri di Palermo e che aveva assorbito un grosso bacino di precari, infine dichiarata fallita, si era rivolta a due imprese, fra cui la Eurosollevamenti di Palazzo.

https://livesicilia.it/2019/12/19/palme-uccise-dal-punteruolo-non-era-una-discarica-assolti/

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